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IL PREMIO SONORA TRA MUSICA & CINEMA
Musica e Cinema è una di quelle relazioni  affascinanti e  sfuggenti che ha segnato  e  continuerà a  segnare   in futuro, l’orizzonte cinematografico e l’immaginario collettivo della nostra contemporaneità.
 
 
Il Novecento è stato il secolo del cinema, ed è stato anche il secolo dei grandi musicisti e dei compositori per il cinema. E’ evidente come un film quasi non possa esistere senza la sua colonna sonora, privo di un ambiente sonoro che lo caratterizza grazie al linguaggio universale delle note.
 
 
Senza musica un film non sarebbe un film, ma una serie di immagini, per quanto meravigliose e splendide, ma sempre e soltanto immagini. Schopenhauer affermava che la musica è l’immediata oggettivazione della Volontà Universale, quell’alchimia arcana e allo stesso tempo razionale che rende conoscibile la Verità.  Parafrasando l’intuizione del filosofo, si può dire che la colonna sonora è ciò che rende conoscibile e comprensibile un film ed è ciò che spesso lo rende un atto creativo ed emotivo.
 
Talvolta, nei casi più eclatanti, un film è la sua musica! Il compositore è andato via via assumendo un’importanza crescente fino ad arrivare ad essere ritenuto autore a tutti gli effetti. In passato spesso accadeva che il musicista chiamato a comporre la colonna sonora lavorasse a margine del film e che, come una specie di “artigiano”, dovesse comporre un manufatto seguendo dettagliatamente le indicazioni del regista o del produttore e conservando quindi un limitato spazio di autonomia.
 
Il termine “colonna sonora”, che deriva dal fatto che sulla pellicola il suono veniva impresso in senso longitudinale in modo da creare visivamente una colonna, è entrato nell’uso corrente in ambito cinematografico e non solo e sta a significare che il commento sonoro è una specie di colonna portante del film al quale si riferisce, come una sorta di fondamenta e che qualsiasi opera composta da immagini e suoni ha di conseguenza una colonna sonora. Appare quindi chiaro che il valore della musica per film va oltre l’immediata qualità musicale perché con essa spesso si decide in modo determinante la riuscita dell’intero prodotto cinematografico.
 
Il Premio Sonora
Il Premio Sonora ha visto la premiazione di molti tra i compositori più importanti dell’attuale panorama artistico, riservando un’attenzione particolare a quegli artisti che hanno fatto la storia del genere. Si comincia nel 2007 con il Premio assegnato a Roman Vlad e Luis Bacalov. Il compositore di origini rumene,  Roman Vlad, autore di splendide musiche sinfoniche e da camera, cominciò a scrivere nel dopoguerra per il cinema creando le musiche di film indimenticabili quali Le Mura di Malapaga di Renè Clement, La Bellezza del Diavolo di René Clair, La legge di Jules Dassin e Domenica d’Agosto di Luciano Emmer

Roman Vlad

 - Sonora

con il quale intraprese una lunga e proficua collaborazione. Impossibile non citare il film di Renato Castellani, Nella Città l’inferno, dove le note struggenti e impetuose di Vlad fanno da contrappunto alle superbe interpretazioni di Anna Magnani e Giulietta Masina.
 
Anche nel caso del compositore argentino, che da sempre “conserva” un legame speciale con l’Italia e con il nostro cinema, snocciolare le sue composizioni significa citare un manuale di storia del cinema. Si va dagli anni sessanta, con il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Il vangelo Secondo Matteo, A ciascuno il suo di Elio Petri, a La Città delle Donne di Federico Fellini, fino all’indimenticabile refrain de Il Postino, poetico ed emozionante testamento di Massimo Trosi. Il M° Vlad ha emozionato la platea di Sonora con l’esecuzione al pianoforte dei suoi brani più famosi, mentre scorrevano le immagini dei film suggellate dalle note delle loro colonne sonore.
 
Ma poiché Sonora rivolge lo sguardo al futuro di questo particolare mestiere, si è voluto riconoscere il prezioso lavoro di giovani e talentuosi musicisti che negli ultimi anni hanno portato nuova linfa al genere. I premiati sono stati Teho Teardo, autore delle musiche dei film di Paolo Sorrentino, ad oggi uno dei talenti della nuova scuola cinematografica italiana; Paolo Vivaldi, che ha firmato le musiche di molte fiction di successo; Pivio e Aldo De Scalzi: il duo genovese premiato per la colonna sonora di Carnera di Renzo Martinelli e che ha svolto un lodevole lavoro per i film di Ozpetek; feconda inoltre la collaborazione con i Manetti Bros che ha portato il duo a creare il commento sonoro per le indagini dello strampalato e naif Ispettore Coliandro. Giovanissimi altri due premiati da Sonora, quali il musicista barese Francesco Cerasi autore delle musiche di Uno su due di Eugenio Cappuccio ed Enrico Sabena, autore della colonna sonora Corazones de Mujer di K. Kosoof. L’intento progettuale di Sonora è quello di rendere il giusto plauso al genere delle musiche per film, celebrando il grande passato ma soprattutto lanciando lo sguardo verso il futuro.
 
La composizione musicale ha subìto profonde metamorfosi negli ultimi tempi. Con l’avvento del digitale, le tecnologie permettono di creare musiche sinfoniche, grandi costruzioni armoniche avendo a disposizione un buon pc e i software di ultima generazione. Di strada se ne è percorsa da quando Charlie Chaplin congegnava idee musicali perfette o Victor Schertzinger scriveva sonate per pianoforte che accompagnassero dal vivo la proiezione dei primi cortometraggi. E in seguito all’avvento del sonoro l’incisione e la vendita dei dischi a partire dai negozi dei boulevard di Los Angeles; i venditori,

 - Sonora
Luis Bacalov
 
per pubblicizzare quel nuovo prodigio della tecnica, il vinile, promettevano agli acquirenti di regalare le stesse emozioni del film, ma senza il bisogno delle immagini, standosene comodamente seduti sulla poltrona del proprio salotto. Ed ha fatto seguito così il tempo dei grandi compositori, musicisti che sono entrati nella storia del cinema (e della musica naturalmente) che hanno consegnato ai film il dono dell’immortalità.
 
Talvolta il connubio regista-compositore è diventato memorabile: le straordinarie melodie di Ennio Morricone per i film di Sergio Leone, l’immenso e riservato talento di Nino Rota per il gusto onirico di Fellini, l’ecclettico Armando Trovajoli e i suoni da marce militari di John Williams per Spielberg e le intriganti note di John Barry senza le quali i modi sornioni e aristocratici dell’Agente Segreto 007 non avrebbero racchiuso quel fascino che noi tutti gli tributiamo.
 
La musica per film è stato inoltre un terreno che da sempre ha privilegiato le incursioni nel campo della sperimentazione sonora, facendo compiere grandi passi in avanti all’arte della musica. Impossibile non citare il compositore greco Vangelis, abile manipolatore di suoni sintetizzati e di melodie dallo stampo classico; Blade Runner e Momenti di Gloria, motivi passati alla storia. Quest’ultimo ha oltrepassato i confini del film per assurgere a inno globale delle competizioni sportive. E ancora il compositore Sergej Prokofiev che collaborò con un altro genio dell’arte e del cinema russo come Sergei Ejzenstein. Il pianista Michael Nyman, Nicola Piovani (pianista, compositore e direttore d'orchestra) che tanto ha contribuito all’Oscar de La Vita è Bella di Roberto Benigni.
 
E ancora le inquietudini dei film di David Lynch molto devono ai suoni surreali di Angelo Badalamenti, fino all’ultimo grande talento che risponde al nome di Alexandre Desplat, autore delle musiche, tra le altre, di Harry Potter, de Il Discorso del Re e del capolavoro di Terence Malick The Tree of Life. Artisti, che hanno saputo ricercare un linguaggio comune, creando un terreno fecondo nel quale un’arte si applica ad un’altra tramite l’interazione di due codici espressivi, alla ricerca del valore aggiunto.
 
Questa sembra essere la formula vincente del mestiere di compositore per il cinema: la scoperta di quel “quid impalpabile” che deve in qualche modo accontentare tutte le figure che ruotano attorno alla produzione di un film obbedendo all’obiettivo finale di accendere le giuste suggestioni. La figura del compositore di colonne sonore è dunque quella di un artista a tutto tondo, eclettico, tecnicamente esperto ma soprattutto interprete degli umori e delle sensazioni, un traduttore di immagini in suoni. Spesso i compositori sono grandi musicisti e conoscitori degli stili e dei generi. In ogni caso l’autore deve dimostrare di possedere oltre che l’ispirazione giusta anche una grande versatilità, la velocità e l’intuizione affinché il suo spartito sia un fedele compagno di viaggio del fluire delle immagini.
 
Il compositore deve essere naturalmente anche un grande arrangiatore, in grado di far quadrare i conti tra i singoli strumenti, le voci, le orchestrazioni e tutti gli ambienti sonori di cui si compone una pellicola. Ciò che rende ancora più affascinante le

 - Sonora
Nicola Piovani
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
musiche per film è il fatto che, per loro natura, per la loro genesi, esse debbano necessariamente abitare in una specie di realtà che spazia oltre i limiti di tempo e di luoghi. Un compositore ha la facoltà e, a volte il dovere, di mescolare generi musicali, suoni, influenze che siano le più svariate. Il compito è quello di creare “paesaggi sonori” che si inseguono e si alternano a seconda del climax delle scene, giocando con rimandi e citazioni di ogni tipo. Una specie di moderno alchimista. Una grande libertà ed anche un grande responsabilità la sua! L’universo delle musiche per film, siamo certi, è un orizzonte in continua espansione, ricco di fermenti, di creatività, di ricerca e la musica del futuro sarà sempre più influenzata da questo universo.